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sabato 9 maggio 2015

GLI AMICI NASCOSTI di Cecilia Bartoli incontrano la scuola


Quando, nell'autunno scorso, la Sezione Ragazzi della Biblioteca Marazza lanciò l'invito all'incontro con l'autore la Scuola Media di Armeno fu la prima (e l'unica) ad accoglierlo. Ricevette dunque, come al solito, due copie per classe de Gli amici nascosti di Cecilia Bartoli. Cominciò allora la lettura da parte dei ragazzi e delle loro insegnanti, e di questo "lavoro interno alle classi" non possiamo dirvi molto, se non che fu certamente approfondito, come dimostra il saluto rivolto all'autrice da Emilia Forzani, sindaco dei ragazzi (la potete leggere qui sotto):


Ieri mattina, nel nostro salone d'onore, dopo il saluto di Emilia, a cui si è aggiunto quello del presidente del CDA della Fondazione Marazza Gabriele Tacchini, l'incontro è entrato nel vivo, tra l'affollarsi delle domande preparate dagli studenti - molte dalle ragazze - e le risposte e gli approfondimenti di Cecilia Bartoli: "La migrazione è sempre dolorosa" ha fatto notare a chi le chiedeva che cosa le raccontano le persone che incontra ogni giorno "perché si emigra per sfuggire alla prigione, alla fame, alla guerra, alla morte. E' duro e difficile lasciare la terra nella quale si è nati e si sono fatti i primi passi per strade note, fra amici e parenti. Si devono affrontare luoghi sconosciuti, lingue diverse, abitudini diverse. Bisogna abituarsi a climi, cibi, volti nuovi. Si teme di non facela ad attraversare il deserto prima e il mare poi".
Per questo sono importanti gli "amici nascosti tra la gente", quelli che, in qualsiasi parte del mondo sono capaci di comprendere i migranti e li sorreggono, sia a parole che nei fatti. 
Il protagonista del libro, il bimbo Robera, è il protagonista di una storia vera: i suoi genitori sono originari dell'Oromia, regione d'Etiopia ricca di risorse, ma i cui abitanti sono soggiogati dalla minoranza che detiene il potere nel Paese. Il babbo di Robera, oppositore del regime ingiusto, era spesso rinchiuso in prigione e così il bimbo e mamma Taiba  furono costretti ad affrontare un lungo viaggio verso l'Europa e la libertà. Viaggio che, nel loro caso, dopo tanti pericoli e tanta paura, si concluse bene. Dopo essere sbarcati in Italia e registrati a Crotone, Robera e la mamma raggiunsero Roma e poi la Norvegia, Paese nel quale vivono ora. Importanti nella loro storia sono stati gli "amici nascosti tra la gente" e anche gli "amici per mestiere". Spiega Robera a pag. 55: " A Roma la cosa degli amici nascosti tra la gente è un po' più complicata che negli altri posti: ce ne sono alcuni, infatti che non sono nascosti tra la gente, ma lo fanno di mestiere. Incredibile! Di mestiere fanno gli amici di quelli come noi che vengono da altri Paesi e sono arrivati di nascosto dal mare".
I ragazzi hanno chiesto a Cecilia: "Si ritiene un'amica nascosta tra la gente oppure un'amica per mestiere?"
"Un'amica per mestiere, certamente" ha risposto lei "Tuttavia quando, dopo tanti anni dai fatti raccontati nel libro, ho incontrato di nuovo Robera e mamma Taiba, il nostro abbraccio è stato stretto stretto, come sono gli abbracci tra amici. Ci siamo compresi a fondo, anche se non avevamo una vera lingua in comune, ci siamo scambiati gli indirizzi e adesso, ogni volta che parlo di questo libro - il loro libro - Taiba e Robera sono con me, anche adesso sono qui, con tutti voi".

Cecilia Bartoli, romana, è una psicoterapeuta. Lavora con le persone straniere, "a volte con i bambini di qui, a volte con i bambini di qui venuti da altrove. Nel 2005 ha fondato insieme ad altri l’associazione Asinitas, dove si insegna l’italiano, si coltivano orti, si danza, si canta, si mangia parecchio bene, si alzano le orecchie d’asino per cogliere i ragli e le lacrime del mondo che si muove e che scappa".

Gli amici nascosti di Cecilia Bartoli (Edizioni Topipittori 2014) è illustrato da Guido Scarabottolo.

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