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venerdì 22 maggio 2015

Archivi del Sistema: l'ARCHIVIO MARAZZA

La Fondazione Marazza custodisce il consistente patrimonio documentario del suo fondatore, che raccoglie le testimonianze cartacee dei suoi numerosi impegni ed interessi. Nel 2011 il Fondo Achille Marazza è stato oggetto di un progetto di ricerca finalizzato all’inventariazione sistematica delle carte e alla digitalizzazione dei documenti significativi. Il progetto Il nostro difficile Novecento, cofinanziato da Fondazione Giovanni Goria, Fondazione CRT e Settore Biblioteche, Archivi e Istituti Culturali della Regione Piemonte, rende oggi accessibile agli studiosi un archivio ordinato e alcuni strumenti di corredo alla ricerca, ovvero l’inventario completo di storia archivistica e indici (per argomento, nomi e luoghi), un primo Studio della documentazione e la relazione finale che illustra le fasi della ricerca.
Il Fondo ha una consistenza di 31 metri lineari e conta 1334 unità indicizzate che abbracciano un arco cronologico dal 1749 al 1986, sebbene in gran parte prodotte durante la vita di Marazza e in particolare all’apice dell’impegno politico tra gli anni ’40 e ’50. Il fondo è composto in massima parte da piccoli fascicoli contenuti in camicie di cartoncino di dimensioni 250 x 350 mm. e fogli sciolti. L’archivio presenta una struttura a più livelli omogenei per contenuto, articolata in 7 sezioni, 58 serie e 16 sottoserie. Delle sette sezioni primarie, la più consistente riguarda gli incarichi politici rivestiti da Marazza, dal primo incarico come Sottosegretario al Ministero dell'Educazione Nazionale, ai lavori per la Costituente, alla presidenza del Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana. Qui si trovano le carte relative alla problematica normalizzazione politica e sociale nelle aree confinanti con la Jugoslavia, che Marazza fu incaricato di visitare nel 1947 per conto del Ministero dell’Interno: accanto alle relazioni ufficiali corredate di macabre fotografie sono conservate le disperate lettere dei famigliari di deportati sotto il regime jugoslavo. Due sezioni sono dedicate alle collaborazioni con enti pubblici (quali l’Azienda Tranviaria Municipale di Milano, l’inaugurazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica "Leonardo Da Vinci", il Comitato per la celebrazione del Primo Centenario dell'Unità d'Italia) e l’adesione ad enti e associazioni diverse, restituendoci la molteplicità degli interessi di Marazza e le sue giornate fittamente impegnate (citiamo solo la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, ma anche l’Automobile Club Milano e l’ Accademia Italiana della Cucina). Le carte personali rivelano il profondo legame con la madre, Adele Bonola, e la città di Borgomanero. Nella villa materna amava trascorrere i momenti di pausa dagli impegni e organizzare grandi feste a base dell’immancabile tapulone. Permane traccia anche della sua attività di avvocato attraverso i fascicoli di pratiche legali gestite dallo studio milanese sito in Via Cusani 4, già dimora della famiglia paterna. Le ricerche compiute da Virginia Carini Dainotti per la stesura della biografia di Achille Marazza Il nostro difficile novecento (Borgomanero, 1987) sono testimoniate da alcuni fascicoli numerati contenenti le bozze e la documentazione originale su cui basò la redazione dei vari capitoli del volume. La sezione delle miscellanee, infine, ospita le unità non collocabili all'interno di alcuna serie. Si tratta in gran parte di fascicoli dal contenuto eterogeneo, oppure non riconducibili con certezza a nessuna delle serie individuate.
La schedatura e il riordino delle unità archivistiche è avvenuta nel rispetto degli standard archivistici internazionali e delle specifiche tecniche definite dalla Regione Piemonte e dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte. La descrizione informatizzata dei fondi archivistici è stata eseguita con il software Guarini Archivi - Regione Piemonte, come previsto dall'accordo di adesione al Sistema informativo regionale.
Dal 2014 l’inventario del Fondo Achille Marazza è consultabile on-line all’indirizzo http://www.fondazionemarazza.it/web/archivio-marazza.asp, che ospita numerose riproduzioni digitali di documenti rilevanti.

©
(C) Barbara Gattone

L'archivio prima del riordino
La lunga sequenza di faldoni

L'archivio riordinato

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