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sabato 21 febbraio 2015

Libri rari, preziosi, curiosi: "Métamorphoses d'Ovide en rondeaux", 1676

Antiporta del libro
Isaac de Benserade, poeta alla corte di Luigi XIV e accademico di Francia, conobbe il suo primo insuccesso letterario quando ebbe la cattiva idea di accogliere l'invito a mettere in rondeaux le Metamorfosi di Ovidio per edificazione morale del Delfino. Il volume, di 463 pagine e ricco di oltre duecento incisioni in rame, fu stampato a Parigi presso l'imprimerie royale nel 1676 e fu accolto molto negativamente dal pubblico di lettori del tempo, nonostante la fama e la stima di cui l'autore godeva. Benserade, infatti, fu protetto sia da Richelieu che da Mazarino e godette di grande reputazione a corte, sia presso Luigi III che presso il suo successore. Fu per ben venticinque anni responsabile dei balli di corte, per i quali compose sonetti, rondò, canzoni. Nominato accademico di Francia nel 1674, era noto per la conversazione brillante, lo spirito arguto e l'originalità della composizione poetica. 
Una copia di quest' opera è giunta attraverso le misteriose, miracolose e ramificate vie della bibliofilia anche a Borgomanero ed è conservata nel Fondo Molli, a testimoniare la passione di Carlo Antonio Molli (1759-1830) per i libri, la lettura, le biblioteche. La Biblioteca Molli, ricca di antichi e preziosi volumi, fu donata alla Fondazione Marazza nel 1973.
Nel 2006 questo libro di Benserade fu oggetto di un progetto didattico, intitolato Le seduzioni del mito e condotto dalla biblioteca Marazza in collaborazione con un gruppo di stuenti del liceo classico di Novara coordinato dalla professoressa Patrizia Nonato. L'esperienza ripropose all'attenzione dei bibliotecari il tema della valorizzazione del libro antico nella biblioteca pubblica. La Fondazione Marazza non era nuova a questo tipo di esperienza e le sue bibliotecarie lavorarono con soddisfazione a fianco degli studenti e degli insegnanti. Nel "quaderno" che uscì in quell'occasione si può trovare un esempio del percorso di ricerca e di scavo - quasi archologico - che può prendere le mosse da un antico volume: dalla scoperta di un genere letterario dimenticato, il rondò, alla scoperta del suono e della grafia del francese antico, allo studio dell'incisione, alla suggestione di favole immortali.
Ora, con il progetto "Dalla polvere al desktop", sostenuto dalla Fondazione Comunità del Novarese-Fondo Pagani, la biblioteca e l'archivio verranno meglio tutelati e meglio conosciuti, grazie a un grande progetto di inventariazione e digitalizzazione.
(Eleonora Bellini, tratto da "Le seduzioni del mito", Borgomanero 2006, pp. 9-10)

Inaugurazione della mostra

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