Cerca nel blog

sabato 19 luglio 2014

Appello per Gaza della rete internazionale IBBY

Riportiamo qui di seguito la traduzione in italiano dell'appello IBBY sulla situazione a Gaza, riprendendola dal sito della biblioteca Sala Borsa Ragazzi di Bologna:

L'International Board on Books for Young People (IBBY) è stata fondata poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. La fondatrice di IBBY, Jella Lepman, credeva che i libri potessero contribuire a costruire ponti di comprensione e di pace tra i popoli. I bambini avevano bisogno di sapere ciò che tutti i buoni lettori sanno: non siete soli; altri hanno esperienze, sentimenti e bisogni proprio come i vostri e c'è tutto un mondo là fuori da imparare a conoscere.
I bambini di Gaza sono intrappolati in una vita che ruota attorno solo all'odio e all'oppressione.
Dal 2008 IBBY finanzia e sostiene due biblioteche per bambini nella Striscia di Gaza.
Una biblioteca è situata a nord, nella comunità di Beit Hanoun, vicino al confine con Israele. L'altra si trova nella città di Rafah, vicino alla frontiera meridionale con l'Egitto. Il finanziamento per le biblioteche è arrivato grazie alla scritrice americana Katherine Paterson (vincitrice del prestigioso H.C. Andersen Award) e alla sua fondazione.
Ci sono voluti mesi perchè i libri selezionati dagli esperti IBBY arrivassero a destinazione.
E' stato necessario formare i bibliotecari a distanza perchè a chi vive nelle regioni limitrofe non era consentito entrare a Gaza, mentre agli abitanti di Gaza era negato il permesso di uscire, anche se per motivi di studio.
Nonostante tutto, le biblioteche sono comunque riuscite ad aprire.
E anche a riaprire, dopo l'invasione di Gaza, durante la quale anche alcuni giovani utenti sono rimasti uccisi.
I resoconti che arrivavano dalle nostre biblioteche erano incoraggianti ma nessun membro di IBBY era mai riuscito a visitare le strutture. Solo durante quel breve periodo di speranza conosciuto come 'la primavera araba', c'è stato un momento di apertura e nel 2013 una piccola delegazione IBBY è finalmente riuscita ad entrare a Gaza, passando dal lato egiziano del valico di Rafah.
Il presidente di IBBY, la presidente della Fondazione IBBY, il direttore esecutivo e il capo della sezione palestinese di IBBY hanno approfittato di questa eccezionale occasione per vedere queste biblioteche dal vivo. E' stata una visita che ha superato le nostre aspettative.
Gaza ci ha totalmente sorpreso. In quel momento i tunnel erano ancora in funzione. Il Qatar aveva fornito materiali edili per ricostruire gli edifici distrutti e le infrastrutture danneggiate durante l'invasione. Gli scaffali dei negozi erano colmi di provviste. Tutto ci è sembrato molto ben organizzato e meno povero di quanto avessimo immaginato.
Ma questa prima impressione di pace e di ordine è cambiata dopo aver parlato con le famiglie e i bambini che frequentavano la biblioteca di Rafah. I ragazzi più grandi lavoravano nei campi dopo la scuola per contribuire a sostenere le loro famiglie, ma la biblioteca aveva assunto una grande importanza nelle loro vite. Dopo la scuola o il lavoro alcuni bambini camminavano anche un chilometro con la voglia di entrare in biblioteca. Una volta arrivati, potevano scegliere se giocare a calcio in un piccolo cortile lì accanto, oppure entrare per leggere libri, usare a turno l'unico computer disponibile, cantare canzoni, scrivere e illustrare storie o semplicemente sedersi a chiacchierare. In biblioteca si sentivano al sicuro. Nessuno poteva entrare e cercare di reclutarli. Erano liberi di scegliere i loro libri, scrivere e dire ciò che pensavano. Siamo rimasti davvero sorpresi quando ci hanno riferito che uno dei il loro libri preferiti era Cenerentola! I bambini con i quali abbiamo parlato e i loro genitori hanno aspettato sei ore il nostro arrivo, mentre cercavamo di attraversare il confine, solo per essere sicuri che potessimo sentire da loro quanto fosse diventato importante questo luogo. La biblioteca era diventato il loro luogo protetto: il mondo al di fuori semplicemente non era sicuro.
I bambini di Beit Hanoun, nel nord, sembravano meno rilassati, più nervosi anche se i loro genitori ci hanno raccontato che erano meno agitati e irrequieti quando stavano in biblioteca. Ci hanno parlato a lungo di come fosse spaventoso sentire i droni volare a bassa quota: tutti avevano conosciuto qualcuno che era stato ucciso in un cosidetto "attacco chirurgico", teoricamente mirato a colpire solo i militanti. Questi ragazzi avevano sperimentato il peso di due invasioni di Gaza. Ci hanno raccontato come la seconda invasione, anche se più breve, fosse stata la peggiore, perché già sapevano cosa ci sarebbe stato in serbo per loro. Non ci sono rifugi per la popolazione a Gaza. Se quando iniziano i bombardamenti si è a casa, che si deve fare? Rimanere dentro o uscire? I ragazzi avevano amici e vicini di casa che sono morti facendo entrambe le cose.
Oggi le peggiori paure di questi bambini si sono avverate. I confini sono di nuovo chiusi e i bombardamenti sono ricominciati. Rafah è sotto scacco. Un'invasione è possibile.
Le persone che vivono a Gaza non possono scappare in cerca di protezione in un altro paese. Non hanno un posto dove andare. Non c'è un posto in cui nascondersi, in cui proteggere i bambini dai bombardamenti. Anche i siriani, nella loro terribile situazione, possono provare a fuggire e cercare rifugio. I bambini e le loro famiglie a Gaza sono bloccati al centro di una guerra. E come accade sempre in guerra, un numero spropositato di bambini perde ogni giorno la vita.
Gli abitanti di Gaza sono invisibili. A quanto pare, tutto può essere fatto loro impunemente. C'è una politica che si giustifica con la scusa di perpetrare omicidi mirati, che spara nelle case ben sapendo che ci saranno "danni collaterali". In quale altro luogo al mondo tutto questo è considerato accettabile? Questo non si qualifica come un crimine contro l'umanità?
Le biblioteche IBBY sono di nuovo chiuse, non sappiamo per quanto tempo. I bambini che facevano affidamento su questi luoghi come uno spazio sicuro dove poter leggere, scrivere e suonare, sono costretti a vivere a casa, nella paura. Nel nostro viaggio di rientro, sull'autobus in uscita da Gaza, abbiamo incontrato un giovane che era in viaggio verso l' Egitto per incontrare la madre per la prima volta in 15 anni. La donna era andata a visitare alcuni parenti e non le era mai stato permesso di rientrare: aveva dovuto lasciare il figlio da solo con un padre anaffettivo e una matrigna poco entusiasta. Era molto emozionato all'idea di rivedere sua madre, ma anche terrorizzato dalla possibilità che qualche funzionario egiziano arbitrariamente non lo lasciasse entrare. Ci ha chiesto perché gli israeliani lo odiavano quando non lui aveva mai fatto nulla contro di loro. Chissà dove si trova adesso.
Vi scriviamo queste brevi impressioni del nostro viaggio a Gaza nella speranza che possa convincervi della necessità di sollecitare i vostri capi di governo ad ascoltare IBBY.
Il 2014 si celebrerà il 25° anniversario della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Questa offensiva del governo di Israele è esecrabile, soprattutto per le drammatiche ripercussioni sui bambini palestinesi.
Ahmad Redza Ahmad Khariruddin, Presidente di IBBY - International Board on Books for Young People
Patricia Aldana, Presidente della Fondazione IBBY
Jehan Helou, Presidente della Sezione Palestinese di IBBY
Liz Page, Direttore Esecutivo di IBBY


Testo dell'appello in lingua inglese 
Testo dell'appello in lingua araba 

Libri, bambini e ragazzi IBBY Italia
c/o Biblioteca
Salaborsa Ragazzi,
piazza del Nettuno 3
40124 Bologna
tel. 051 2194478

giovedì 17 luglio 2014

Tira, tira la rapa! I giovani lettori di Borgomanero incontrano l’Ucraina



Straordinario appuntamento con gli Abbracci di libri, le letture ad alta voce organizzate presso la Biblioteca Marazza di Borgomanero per il progetto Nati per Leggere. Sabato 12 luglio 2014, i giovani lettori hanno dato il benvenuto a Marina Shandoruk, che ha fatto loro scoprire la cultura ucraina. Il viaggio ha avuto inizio dal racconto tradizionale "Tira, tira la rapa", usato per insegnare i numeri e un’importante morale: unendo le forze si possono raggiungere anche i più grandi obiettivi. I bambini si sono poi scatenati nel gioco “Il gatto e i topi”, mettendo alla prova le loro abilità linguistiche e atletiche.
Marina ha quindi presentato la sua patria attraverso la cucina (la predilezione per le patate è paragonabile a quella per la pasta in Italia), gli animali selvatici e gli abiti tradizionali che lei stessa indossava: i ricami di colore rosso e nero, tuttora fatti a mano, simboleggiano l’amore e il dolore.

L’incontro si è concluso con l’insegnamento di una antica danza ancora oggi ballata durante le feste tradizionali. Abbandonate le prime timidezze, i nostri piccoli hanno eseguito una performance entusiasta. A ricordo dell’esperienza rimarranno i disegni che ritraggono l’Ucraina con gli occhi dei bambini italiani.
La lettura fa parte dello scambio interculturale “Library rendez-vous: Ukraine-Italy”, organizzato tra la biblioteca Marazza e la Biblioteca Statale di Khmelnitsky dove lavora Marina Shandoruk, e finanziato dalla Rinat Akhmetov Foundation for Development of Ukraine. La visita in Italia di Marina, protrattasi dal 9 al 17 luglio, è stata arricchita anche da una conferenza via Skype tra il personale della Fondazione Marazza e le colleghe ucraine, e una presentazione aperta al pubblico e ai giornalisti. L’incontro, incentrato sulla storia e il travagliato processo verso l’indipendenza nazionale, ha avuto un forte impatto per la grande attualità dei temi trattati e la passione trasmessa dall’oratrice. La nostra ospite ha potuto inoltre assistere al concerto di venerdì 11 luglio “Mina in jazz”, compreso nel programma I Venerdì di Villa Marazza.
Lo spirito di iniziativa con cui si è sviluppato il progetto e l’ammirazione suscitata dalla splendida sede e dalle preziose collezioni conservate presso la Fondazione Marazza, ci assicurano che questo incontro sancisce l’inizio di una proficua collaborazione tra biblioteche.

Barbara Gattone
Pulls, pulls the turnip! Young readers from Borgomanero meet Ukraine

Extraordinary meeting with the Abbracci di libri (hugs of books), reading aloud organized at the Borgomanero Marazza Library as part of the Nati per leggere (Born to Read) project. On Saturday 12th July 2014, young readers welcomed Marina Shandoruk, which made them discover the Ukrainian culture. The journey began from the traditional tale "Pull, pull the turnip", used to teach numbers and an important moral: even bigger goals can be achieved by joining forces. Children were then triggered in the game "The cat and the mice," testing their language and athletic skills.
 Afterward, Marina introduced her homeland speaking about food (the predilection for potatoes is comparable to that for pasta in Italy), wildlife and traditional clothes: she was wearing herself a dress with handmade embroidery, whose red and black colors symbolize love and pain.
The activity ended with the teaching of an ancient dance still performed during traditional festivals. Overcoming shyness, our young readers enthusiastically danced. Children drawings that portray Ukraine in the eyes of Italian children will keep the memory of this experience.
 

The reading was part of the intercultural exchange "Library rendez-vous: Ukraine-Italy" through Marazza Library and Khmelnitsky State City Library System (Ukraine) were Marina Shandoruk works, and supported by Rinat Akhmeto Foundation for Development of Ukraine. The visit of Marina in Italy, lasted from 9th to 17th July, was also enriched by a Skype conference between the staff of the Foundation Marazza and Ukrainian colleagues, and a presentation for journalists and citizens. This meeting focused on history of Ukraine and its troubled process towards independence, and had a significant impact thanks to the relevance of the issues discussed and the passion of the lecturer. Our host also attend the concert on Friday 11th July "Mina in jazz", included in the program I Venerdì di Villa Marazza (Fridays in Villa Marazza).
The spirit of initiative that leaded the project, the admiration aroused by the beautiful Villa Marazza and the value of our collections, assure us that this meeting marks the beginning of a fruitful collaboration between libraries.
Barbara Gattone